Macellai e gastronomi contro l’incedere dei moralismi… Famiglia Curtarelli

Castelnuovo Bocca d’Adda. Aree rurali, fiumi e canali. Equidistante da tutto, tralasciato com’era, alla sua vita considerata sulle sponde della via principali, in quegli argini riempiti ancora da qualche rispetto e da troppi dispetti. Sagrati plumbei e stalle chiuse determinano questo lato di mondo, in un continuo sempre uguale a se stesso, perché il peso del tempo non diventi un finale discosto ma un finale scontato. Qui i volti non possono fare a meno di invecchiare placidamente, le rughe si formano e la pianura continua ad imporre delle stagionalità brusche e scortesi, gli incroci dei luoghi, dove fuoriuscire dalle brume per una passeggiata o per una perversione, rimangono spenti dietro le luci della buona creanza e della credenza collettiva. Il malcostume e il vizio sono ritmi sommessi per inquietudini fuori dalla famiglia, oltre la fede e oltre il lavoro, quello che gratifica, nobilita e toglie dai bivi degli sbagli, quello che è rimasto in qualche bottega perenne dove le foglie non variano mai il colore.

La famiglia Curtarelli ha una storia riconoscibile in molte rivendite di questi territori frammentati, una vita dietro il banco e dentro al laboratorio. Angelo, superata l’infanzia, si è trovato ad imparare la professione… erano anni di ritualità e di consequenzialità, dove mantenere le tradizioni familiari non prevedeva l’angolo delle domande e delle ribellioni, si faceva così perché la riconoscibilità veniva prima di tutto. E così ha cominciato a girare per le aziende agricole della zona e ad aiutare i genitori in macello e al banco. Così per lustri.

La svolta, che ha portato all’involuzione di gran parte delle macellerie italiane, è arrivata con la legge sui micro-macelli e sulle norme a cui conformarsi. Angelo ha messo tutto in regola, e il suo cortile, con annessa abitazione ma senza stalla di sosta, è rimasto ad usufrutto della macellazione settimanale. La rarità non poteva essere eccepita, la rarità doveva rimanere intatta dietro quel banco di macelleria che ha sempre fatto la macelleria di paese e il luogo di evasione per un tempo con pochi imbrogli. Poi sono arrivati i figli, li negozi si sono allargati e Simone ha provato una nuova strada. Senza spostarsi di un centimetro. Allargandosi affianco e dietro, mettendo la caffetteria, una piccola bottega, l’enoteca, una cucina, un porticato e una cantina per le degustazioni, ha puntato sulla somministrazione e sulla ristorazione. Angelo ne è uscito indenne, ne ha preso atto e gli atti gli han dato ragione. Pranzo e qualche cena. La semplicità della carne e degli allevamenti. Qui non si è mai puntato su genetiche troppo raffinate, ma su conoscenze e allevatori. Anche oltre l’impercettibile folcloristico, puntando sulla conoscenza e sulla confidenza, quella di Angelo nel suo rapporto con la bestia, attraverso i sensi, la vista, il tatto, l’olfatto. E così può capitare di trovarsi in bocca, senza la necessità di cotture tecniche e intransigenti, un controfiletto di Frisona (e non sto scherzando…) letteralmente straordinario: grasso consistenza del burro e sapore di nocciola, magro succulento e pieno in bocca. Un sapore, una masticazione e un palato. Il resto, i salami fatti a la maison, la dinamica, i luoghi sepolti e quelli appena scoperti, la clientela, i prezzi rimasti praticamente intatti negli anni, sono un ottimo corredo a qualcosa a cui si mira sempre meno.

Simone ha intrapreso la strada di una contemporaneità morbida, riconoscendo alla carne il ruolo portante di una provincia che si è sempre altrimenti accontentata, con una buona perizia e un effetto non troppo lontano dal reale. Angelo continuerà a passare il giorno di chiusura in giro per fiere e allevamenti, a svegliarsi alle quattro e a non disdire perché quando il lavoro è questo la vacanza è solo una terribile attesa…. e così l’artigianato mostra le rughe compiaciuto e imperturbabile…

STORICA MACELLERIA CURTARELLI

VIA UMBERTO I 11

CASTELNUOVO BOCCA D’ADDA (LO)

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