Eccentrico pasticciere in convenzionale città… Riccardo Patalani

patalani

Viareggio è una città consumata. Liberty, déco e bagni. L’Atlantic City di quella che non è ancora Versilia, con i suoi lasciti portuali, le passeggiate dell’epoca che fu e quel turismo nobiliare da tendone balneare a strisce che non è se non qui. È un mondo decadente di perpendicolari, arenili, pontili e forme eclettiche. C’è quel dadaismo senza pallore che ha fatto dell’economia l’obbligo sordido di quattro portuali. C’è chi ha fatto i soldi, c’è chi ha speso i soldi, il resto è bellezza e teli da mare sopra la spalla.

La Toscana marina, giocando sul lusso, manca di provvidenza. La gente appare, espone e compra. Non ci sono più i pensatori della sabbia. Ora sono rimasti solo gli scultori. Continue reading Eccentrico pasticciere in convenzionale città… Riccardo Patalani

L’imprenditoria senza reticenze… Gianluigi Fagiolini

fagiolini

Casciana Terme. Proprietà terapeutiche delle acque e vista sconfinata. Le leggende portano indietro alle acque fumanti. Lo zolfo è riuscito a partorire turismo e a rigenerare bellezza. Quella che c’è sempre stata, quella che a perdita d’occhio lascia gli ulivi in primo piano e sullo sfondo mette campi di grano e campi di orzo appena trebbiato. Il verde lascia spazio ai colori terrosi, al giallo-arancione, al giallo tenue, al terra bruciata. Lo sguardo spazia fino a Volterra e torna indietro fino all’Appennino Pistoiese. Pare che ci sia un luogo, non lontano da qui, dove lo sguardo è in grado di contemplare tutta la Toscana. Casciana è un paese di case basse, casali di campagna e un silenzio molto al di là delle cicale. Qui, in un’azienda agricola, adibita all’accoglienza e alla vista, Gianluigi Fagiolini ha provato a dare al suo tempo libero le fattezze della provvidenza. Così, arrivano turisti da tutto il mondo. Lui ha deciso di approvvigionarsi alla fonte. Ha preso in mano la gestione del turismo e ha bloccato le prenotazioni per i prossimi due anni. Continue reading L’imprenditoria senza reticenze… Gianluigi Fagiolini

Ogni paese il suo macellaio… Simone Ceccotti

 

slide3

Lari. Quella parte di Toscana che ancora non è stata venduta. Le colline già mostrano l’ebbrezza di guidare con il braccio fuori dal finestrino ma ancora i capannelli di persone fuori dal bar o fuori dal barbiere sono l’ordine del giorno di un sabato pomeriggio assolato. Qui, l’accento parlato non è vittima di strane mescolanze né di indole turistica. È tutto molto rilassato, gli alberi tengono coperto, il paese mostra antichità e le botteghe sono ancora la rappresentazione migliore di quest’angolo poco invaso. Ogni paese ha ed è il suo macellaio. Ogni paese ha il suo taglio e il suo salume. Aglio e poco sale. La Toscana è un’anima carnivora all’interno di belle vigne, straordinari resort, curve pericolose, facce rifatte, accenti corrosivi e lingue intrise nel curaro. Dalle macelleria più che dagli allevamenti, passa la storia di tradizioni e territori. Qui non ci sono differenze tra botteghe, il macellaio è norcino e il norcino è macellaio. Ognuno secondo i propri salumi, ciascuno secondo le proprie ricette. Il segreto di pulcinella è il cuore pulsante della concorrenza, della vicinanza e della lontananza. Continue reading Ogni paese il suo macellaio… Simone Ceccotti

Una storia di pasta che si rinnova sempre uguale a se stessa… Famiglia Martelli

martelli

Lari. La pianura comincia a diventare collina e i cartelli a segnalare prodotti tipici. La ciliegia è decantata ma non coltivata, le strade si trasformano in curve e ciottoli. Le mura iniziano a circondare i centri storici e agli occhi non resta che rimanere, ancora una volta, conturbati alla vista dei primi cipressi e delle abitazioni che si trasformano in torri, all’interno di giardini delibanti conti svizzeri e ascendenti nordici. Così, Lari si presenta nella sua sonnolenza di piccolo gioiello nascosto, sì turistico, ma ancora poco sovraesposto alle calate dei pullman, dei barbari, degli accenti trafelati e dei menù tradotti in aramaico turistico. È come se qui esistessero ancora gli abitanti del luogo senza affacci monumentali. Ma lo stupore ha sempre il polsino inamidato pronto alla bocca aperta. Continue reading Una storia di pasta che si rinnova sempre uguale a se stessa… Famiglia Martelli

Chiantishire in 2 giorni

PRIMO GIORNO

Strada in Chianti
: Pastificio Fabbri (uno di quegli artigiani della pasta che hanno capito come venderla senza sputtanarsi…)

Greve in Chianti
: Podere Le Fornaci (posto straordinario, in mezzo ai cipressi, dove Marco Cassini, un ex fuggiasco, ha portato dei chevrin da camosciata veramente interessanti)

Greve in Chianti – San Polo
: Azienda agricola Pruneti (olio prodotto nella sua totale filiera, zafferano e una passione fraterna…)

Greve in Chianti: Cena all’osteria Mangiando Mangiando. Nome terribile, prodotti della zona straordinari… Continue reading Chiantishire in 2 giorni

Maremma in tre giorni

maremma1

Primo giorno: Alta Maremma

Boccheggiano (Montieri): Panificio Montomoli (Andrea è un bravo panificatore… straordinari prodotti con farina di castagna autoprodotta)

Roccatederighi (Roccastrada): Macelleria Salvestroni (maiale e cinghiale… Carlo ha l’allure della fiducia…)

Paganico: Tenuta di Paganico (Maria Novella Uzielli e la biodiversità: chianina, limousine, maremmana, cinta senese ), anche per la notte… Continue reading Maremma in tre giorni

Pisa e Provincia in 2 giorni

PRIMO GIORNO

San Miniato
– Dolci (cantuccini, cavallucci e lievitati) di Paolo Gazzarrini del Cantuccio di Federigo
– Carni di Sergio Falaschi (dalla cinta alla chianina, sapori netti e precisi)
– Pranzo alle Colombaie dal bravo e soprattutto attento chef Daniele Fagiolini
– Zafferano di Croco e Smilace
Pisa
– Gelato di Gianfrancesco Cutelli (creativo e tradizionalisti, I gusti hanno delle impronte molto marcate e personali)
– Per la cena Pisa è un disastro… godetevi una cecìna alla Pizzeria il Montino e andate a nanna… Continue reading Pisa e Provincia in 2 giorni

Nobili muffe e nobili caprini… Marco Cassini

Greve in Chianti. Qualche diramazione prima del paese. In quel Chianti tirato per i capelli e per i turisti americani. Le colline si chiudono e i boschi si aprono o scompaiono, rilascinado una vista da cartolina, a volte smaccata, a volte più nobiliare. Feste del vino e degustazioni prendono alla gola i turisti, togliendoli dalla strada principale. Pievi, chiese e oratori danno storicità ad un posto posto a metà. Nei primi anni ’70 gli è stata regalata la nuova denominazione “in Chianti” e una nuova collocazione vitivinicola all’interno dei percorsi studiati a tavolino dalle agenzie turistiche. Continue reading Nobili muffe e nobili caprini… Marco Cassini