Formaggi a settanta metri sotto terra… Dario Zidaric

Duino Aurisina. Rientro nel Carso per motivi quasi surreali. Mi perdo più volte tra doline e questa vegetazione che non è mai un’apertura. Qui, chi lavora bene, non ha bisogno dei cartelli, agli incroci delle strade ci sono le frasche di edera che segnano l’apertura delle osmize, retaggio storico asburgico che dava la possibilità – e la dà ancora oggi – alle aziende agricole di vendere i propri prodotti, otto (osem in sloveno) giorni all’anno, esenti da dazi. Adesso si parla di mesi e di quantità di vino prodotto. Quella di Ivan Gabrovec, giardino e cantine assuefacenti, è un intreccio insisitito di fiera rudezza, prosciutti al coltello e vino della casa (e venire da Milano non dà una grandissima mano…) Ma è l’obiettivo secondario. Continue reading Formaggi a settanta metri sotto terra… Dario Zidaric

Un incontro che ti cambia il pranzo, la giornata… forse il tempo… Josko Gravner e famiglia

Oslavia. Quartiere di Gorizia. Località Lenzuolo Bianco. Rappresentazione di un Sacrario Militare. Naturale teatro vitivinicolo increspato, come se le onde di riflusso avessero trovato, nell’ego smisurato, il luogo della distanza. E così in città e fuori città, ad un passo da tutto, dal mare, dalla montagna, dalla diffidenza e dalla perdizione. Un Collio secco e severo, cielo bianco e uomo opprimente nonostante l’inganno. Perché la vigna non è la fabbrica ma a volte l’occhio prescinde dalla realtà. Un microcosmo unico al mondo lo definiscono, dove al selvatico rimane il pensiero rivoluzionario di accedere alla giornata sempre con un desiderio. E così, questa è una terra di uomini, bisogna andare oltre il declivio, il pungente, l’assenza di equilibrio, l’umano come imposizione e mettersi in ascolto. Magari evitando parte delle conversazioni e dedicarsi ad una possibilità unica… Continue reading Un incontro che ti cambia il pranzo, la giornata… forse il tempo… Josko Gravner e famiglia

Storie di confine… Friuli, Venezia Giulia e Slovenia (Prima parte)

Dove anche l’attitudine alla divisione ha perso la sua urgenza. Qui il limen è stato messo da parte, non ci sono più né conquistati né conquistatori, è un trascorrere di racconti e confinamenti che, sotto terra, hanno lasciato le macerie dell’ignominia e, oltre, il fluire dell’identità. Passando attraverso i morti e il loro innalzamento, il labile è diventato la croce, l’italiano il profeta in patria e tutto il resto lo straniero mai concesso. Qui l’insondabile di un tempo, quello che non riusciva a scendere a compromessi perché il ruralismo era ancora una pecora arrostita a bordo strada, è diventata capacità di mimesi, guardare al di là e al di qua del limite, per porre un rimedio e cercare l’inclusione. Così è possibile trovare di tutto e il cibo diventa il solito paradigma vivido e volgare, che riflette il territorio nelle proprie ripercussioni e nei propri ripensamenti. Qui le facce scavate mantengono ancora l’italiano al termine del diverso, ma dall’italiano hanno intrapreso e imparato che il cibo non è solo comunione. Continue reading Storie di confine… Friuli, Venezia Giulia e Slovenia (Prima parte)

Il casaro speleologo… Dario Zidaric (di Laura Filios)

A destra l’Adriatico, piatto e lattiginoso, a sinistra le vie che salgono fino all’Altopiano. A metà strada il profumo di salsedine che inizia a confondersi con quello dei boschi. Querce, frassini e betulle. Il Carso è una conformazione geologica, grotte che corrono sottoterra per chilometri e chilometri. Ciò che per qualcuno è l’inizio per qualcun altro è la fine, e viceversa. Ma anche uno stato dell’anima. Forse ancora di più in provincia di Trieste, terra di confine tra mare e montagna, Italia e Slovenia, Storia passata e presente, tra sopra e sotto. Ed è proprio “da sotto” che arriva uno dei formaggi più unici che rari del panorama caseario italiano. L’inventore è Dario Zidaric, “colui che entra in grotta”, proprio come il suo “Jamar”. Continue reading Il casaro speleologo… Dario Zidaric (di Laura Filios)

Artigiani, Artisti, Agricoltori… Denis Montanar

Villa Vicentina. Località Malborghetto. Ovvero Borc Dodon (antico nome del borgo in friulano). Vigneti sparsi. Campi arati. Il primo freddo friulano. Piccola casa con annessa cantina di mescita e, al di là della strada, splendida corte con cantine e sala degustazione.
Denis Montanar è un artigiano. Stravagante e bello. Le donne ne hanno riscontrato l’eccezione, quasi l’unicità tra i produttori… Tant’è. E comunque avevano ragione… Continue reading Artigiani, Artisti, Agricoltori… Denis Montanar

“Sono di passaggio, almeno faccio quello che mi piace”. Giuseppe Zoff

Borgnano di Cormons. Collio Goriziano. Agriturismo Borg da Ocjs.
Mentre scende la sera, ci viene incontro Giuseppe Zoff, persona dotata di un raro istinto verso la consapevolezza. Ci conduce nella sua stalla, dalle sue mucche e inizia a raccontare.
Razza pezzata rossa, pochi capi selezionati dalla loro storia. Triplice attitudine (lavoro, macellazione, latte – anche se adesso vengono utilizzate quasi esclusivamente per la produzione di formaggi), docili e altere. La derivazione è quella della Simmental svizzera che, dopo essersi adattata molto bene al clima del Friuli, ne ha assunto la provenienza, all’interno della nomenclatura. Vacca Pezzata Rossa Friulana. Continue reading “Sono di passaggio, almeno faccio quello che mi piace”. Giuseppe Zoff

A metà strada… Josko Sirk

Cormons. Frazione Subida. Impero di Josko Sirk. Di famiglia slovena trasferitasi in Italia. Due ristoranti (uno più dedito a piatti semplici della tradizione, accompagnati da molto legno e molto fascino, l’altro dedicato all’alta cucina), un’acetaia, una zona dedicata a piccoli appartamenti di pregio e una fama arrivata ovunque. Continue reading A metà strada… Josko Sirk