Tortelli con la coda e un limitarsi poco oltre… Harry Vallavanti e Donatella Piazza

Gropparello. Località Sariano. Val Riglio. L’ennesima spaccatura piacentina che va verso un Appennino rintanato, in una metà strada, tra la Pianura Padana e le terre del Parmigiano, che non è mai andata troppo oltre con la fantasia. Strade che si rimpiccioliscono, castelli d’origine protetta, qualche vigneto, curve sussiegose, stagioni troppo nette per pretendere la Toscana, uno dei primi oli piacentini per dirimere il confine tra la brezza e la montagna, e una necessità al quotidiano fatta ancora di bar, alimentari, edicole, panini con la coppa e parrocchie coercitive. Queste sono valli oscure e diafane, dove il cambiamento cittadino è molto spesso un ritorno e dove i ruoli sono ancora perfettamente rispettati. Qui la pasta fresca fa parte di qualunque giornata. Continue reading Tortelli con la coda e un limitarsi poco oltre… Harry Vallavanti e Donatella Piazza

Gofri: commerciare una familiarità… Marzia Jourdan

Pinerolo. Un punto di transito tra le valli Valdesi e la pianura, un luogo di industriosità borghese e di aristocrazia appannata, l’ennesimo retaggio torinese con i suoi porticati, l’acciottolato morfologico, le piazze chiare e il cielo opaco dai colori sbiaditi dove la notte è lunga e il risplendente è sempre una compromissione con l’uggia degli abitanti. Poche parole, molti riguardi, scenografia algida di luoghi che, appena voltate le spalle, rimarranno intatti nel pensiero ma decostruiti come emozioni. Sono luoghi poco empatici, dove s’inventano cagliate lattiche, gianduia e panettoni bassi e dove si cerca la città nonostante le dimensioni e il benessere di avere le Alpi a portata di macchina. Qui i colori pastello hanno ceduto il passo agli stabili di tre piani, funzione alogica di un Italia che ha accettato e ha provato a ricostruire, stipando le proprie risorse umane in una facile combinazione televisore-divano. In mezzo, insieme all’artigiano indeciso, quello che rientra dalla montagna o quello a cui manca il coraggio di esplorarla, l’incedere geografico dei gofri. Continue reading Gofri: commerciare una familiarità… Marzia Jourdan

La Galletta del Marinaio, storie divergenti e leggendarie… Panificio Maccarini

San Rocco di Camogli. La distrazione del paesaggio è un sistema di rimozione emotiva che non lascia tracce dei particolari e dell’intorno. Il rapimento di una Liguria assoluta, nella discesa verso Punta Chiappa, nelle persiane verde scuro che richiamano le Repubbliche Marinare, negli scalini in mezzo agli ulivi che scendono verso Camogli, trasforma il contesto in un testo senza diaspore. Gli alberi di pompelmo, quelli di mandarino, i giardini, gli agriturismi, le reti tirate sotto i fusti di Taggiasca, gli interludi in corso e le terrazze sospese, con vista e tavoli per pranzi sontuosamente instabili, diventano il simbolo della sopraffazione del sapere, del senso e del sapore sul conoscere, l’intelletto e il suo dissenso. Questo angolo, tra il nascosto e il rinomato, sopperente alle stagioni e alle abbronzature, è uno degli ultimi chiari segni di sbalordimento e di superiorità dell’uomo e della sua natura. Ogni tanto l’Italia ci sconquassa e ci commuove ancora, presupponendo se stessa a qualunque discorso sul mondo, sulla bellezza e sulla gastronomia. E così mi ritrovo alla ricerca di un pezzo di storia, quel panis nauticus, origine dei biscotti e mantenimento senza fine. Continue reading La Galletta del Marinaio, storie divergenti e leggendarie… Panificio Maccarini

Grani autoctoni, mulini a pietra e forni a legna… Paolo Labita

Alcamo è stata una scoperta in tutte le direzioni, negli sbagli, nelle differenze, nel sudore e in quella compiacenza, stadio fondante e fondamentale, di un’esperienza di Sicilia che non può mai rimanere sulla strada. Deve entrare nelle case, sedersi, prendere il tempo con il caffè, rendersi conto, creare un precedente e non dare mai nulla per scontato. Le relazioni precedenti, il passato, la capacità della diversità e quel ricordo di un tempo in cui tutto era discorde diventano le doti lampanti di qualcosa da cui nessuna apparenza al mondo potrà mai sottrarsi. E così Alcamo riesce a sorprendermi attraverso il calore e attraverso la differenza, scuote la difformità di un destino già scritto e mi regala quelle storie riluttanti che han deciso di non anteporre la vendita. Continue reading Grani autoctoni, mulini a pietra e forni a legna… Paolo Labita

MicaPan: acuti panificatori vegani… Caterina Ottino e Francois Peaquin

Fenis. Anche luoghi minuti, impacciati e refrattari al dialogo, in territori dove la sorpresa è un’abitudine, possono portare fuori varie storie e altrettanti diramazioni. Per caso, entrando e uscendo dalla perfezione, la Valle d’Aosta, ogni tanto, mostra figli meno legittimi, dissidenti irriducibili e persone che non hanno creduto all’uniforme, ai pochi dei, ad una tradizione sbandierata il più delle volte e disattesa le stesse. Come sempre dal basso, qui gli agricoltori hanno trovato la propria situazione all’interno di contesti canditi, di giardiniere e balconi in legno, tra curve rispettose, strisce pedonali e un patois che raggiunge sempre l’orecchio del vicino, ancorché a bassa voce. E così la forma reazionaria della fioriera infarcita si è sempre portata dietro il bel tempo e l’inclinazione, fino a quando qualcuno non ha provato ad incrinarla. Caterina Ottino e suo marito Francois Peaquin, torinese lei autoctono lui, hanno spostato la propria visione architettonica dalle case al pane. Continue reading MicaPan: acuti panificatori vegani… Caterina Ottino e Francois Peaquin

La focaccia di Recco ha pochi dubbi… Panificio Moltedo

Recco. Ennesima insenatura del Golfo del Paradiso ed ennesimo borgo marinaro che ha creato nel tempo la sua epica e la sua leggenda. È uno scorrere di volti risentiti, di turisti soliti e di attività che non hanno mai cercato la compiacenza. L’architettura è diventata un modo di sovrapporre case e le strade, impedite dal mare e dalla montagna, hanno portato l’asfalto a mezz’aria. Ci si guarda poco perché non ci sono molti riscontri, i recchelini hanno risposto a delle necessità e al bisogno di sottomissione della metropoli, han ridato indietro un linguaggio proprio, una carica d’ironica ruvidezza e quella voglia di evadere il desiderio, compresso dalle cravatte, che nella vicinanza ha trovato l’unica impronta d’interesse. Recco è a metà strada della bellezza, dove non ci sono troppe cure oltre l’imposizione di una propria identità e così attende sempre gli stessi volti, proponendo sempre la stessa strofa. Nella semplicità dell’incantatore risiede il segreto perverso della definizione. Focaccia, mille versioni, ma focaccia. Le cipolle per la colazione, la genovese per l’abitudine, il formaggio per la licenziosità. E quale luogo migliore del Panificio Moltedo può rispondere a quel desiderio di manitoba e stracchino, anonimato nell’anonimato, da cui è impossibile sottrarsi? Continue reading La focaccia di Recco ha pochi dubbi… Panificio Moltedo

Tra gelateria e lievitazione, soluzioni polimorfe… Ivan Gorlani

Tra Monza e Verolanuova. Su quella Bre.Be.Mi. priva di senso e di macchine, la pianura non ha più un trascorso, le attività sono state divelte, il passaggio non è stato nemmeno alterato, ma definitivamente incastrato all’interno di una logica urbanistica che nella pianura ha visto solo terzo Paesaggio. Frammenti indecisi e migratori che non hanno più nulla di stanziale, dove si pagano pedaggi per allontanarsi e avvicinarsi al terzo Stato, a quella borghesia commerciale centripeta e costosa. Così Monza, satellite eletto, può ben rappresentare un nuovo luogo di fuga, una nuova maniera di vedere l’ineluttabile e il non circondabile. In queste città di provincia, che sono monumenti del mai portato a fondo, si possono ben spendere i propri soldi nei mesi invernali e ormai nei mesi estivi. E non ci si chiede più quale desiderio possa percorrere decine di kilometri in mezzo alle brume. L’espansione è un atto di vicinanza. Continue reading Tra gelateria e lievitazione, soluzioni polimorfe… Ivan Gorlani

Il Pergolato Dalla Maria: piadina sfogliata e tagliatelle con i fagioli… Maria e Antonella Manna

Novilara. Pesaro. Borgo murato vista mare con tendenze verso Fano. Il caldo soffocante, le strade in salita, gli ulivi che degradano in campi coltivati e boschi rendono l’atto una necessità. In luoghi come questi, le vie grigie sono sempre meno sfumate, c’è il manicheismo da villaggio ricamato, dove è tutto in posa quando serve e quando non serve è difficile trovare qualcuno che condivida la tua lingua. Così, farsi sciogliere le caviglie dal cemento – andando alla ricerca di qualcosa di immediato che, alla stessa stregua di una lisergica fata morgana, scompare nel tentativo di attirarla a sé – sembra la cosa più semplice. Nonostante il medievale ripreso. E così già che ci sei, butti un occhio e cerchi l’ombra. E cosa c’è di meglio, in un afoso mezzogiorno agostano, di un bel piatto di tagliatelle con i fagioli? Della cui sopra necessità non si fa beffe nessuno, siamo a Novilara per scaldarci davanti alle fiamme della signora Maria, oltre ottant’anni e una resistenza da mezzofondista… Continue reading Il Pergolato Dalla Maria: piadina sfogliata e tagliatelle con i fagioli… Maria e Antonella Manna