Formaggi, errori, linciaggi e perdoni… Giacomo Romelli

romelli

Breno. Strada per il Passo Crocedomini. Là, verso quel valico ormai chiuso per la troppa neve, i pastori hanno sempre fatto i pastori, gli animali hanno sempre fatto gli animali e i turisti hanno sempre fatto i turisti. Tutti buoni e tutti stronzi. Questo articolo è un pensiero condiviso da quattro persone, probabilmente becere e qualunquiste, ma sicuramente alla vana ricerca di togliersi almeno uno dei pregiudizi…

Questa è una storia di linciaggio, di morte e di assenza di redenzione. È una storia di occhi svuotati dalla morte e dalla disperazione. Che il mondo di oggi sia un mondo senza Dio non devo certo corroborarlo, basta guardare il luogo dell’ignominia dove alberga il giudizio sull’altro, per non riconoscerlo più come gusto ma come disgusto. Alla fine, ci continuiamo a nascondere, e siamo diventati tutti un po’ più cattivi. Eppure, un paio di migliaia di anni fa, un tipo abbastanza brillante, tunica e barba lunga, parlava di pietre scagliate, di perdono e di redenzione. Ma l’ascolto non è riuscito a diventare un rogo.

E così han preso piede tv moralizzatrici, siti moralizzatori, condanne digitali, processi sommari, capi dello Stato corrotti, pregiudizi sprezzanti da chi il pregiudizio, a parole, lo tiene lontano come la peste, ma soprattutto quel crinale di mondo che finisce in -ismo, fatto di animalisti, perbenisti, ecologisti e giustizialisti che si son fatti un baffo della specie. Un mondo senza figli, sempre più stressato e acrimonioso.

Gli assassini non hanno tempo di dirimersi perché c’è sempre una sedia elettrica mediatica sotto il culo. Eppure io mi ricordo di quando Fabrizio Corona è stato arrestato e dei sorrisini compiaciuti delle persone. Adesso… è passato del tempo, non fa più notizia e quindi bisogna liberarlo… in modo che possa fare altri casini, épater la bourgeoisie annoiata e far divertire il popolino “mimetico”. E non è una questione di camouflage, è una questione di copia più o meno conforme a quello che la quotidianità ci propone. Siamo tutti amici FINO A PROVA CONTRARIA. E se si scopre che il vicino è un assassino, allora ci si ricorda di quelle litigate in casa, di quell’assenza di saluto, di quel giorno che hai sentito godere mentre la moglie era al lavoro. E se ci sono di mezzo bambini e animali, allora la difesa diventa autodifesa, ci entra in casa. Empatizziamo, lanciamo strali e soprattutto spegniamo quel briciolo di cervello rimasto. E così anche i giornalisti smettono di fare il proprio dovere, giustiziando senza disquisire, senza un concetto provato, ma soprattutto senza umanità. Perché la condanna sommaria non prevede campane. Nelle nostre case, mentre guardiamo due milf tedesche che si massaggiano con la panna, proviamo pruriginose pulsioni di rivalsa verso quel mondo che ci ha etichettato come sfigati e che internet ha provveduto a rendere indietro sotto forma di un giudizio da dare.

Bene così! Veniamo ai fatti. Nudi e crudi.

Giacomo Romelli, produttore di Silter della Val Camonica, quest’estate ha ucciso un cane a sassate. Ripreso e fotografato da un turista, la notizia ha fatto il giro del web (e qui so già di svegliare l’hacker ambientalista che sfregia le Linee di Nazca), dando modo ai puritani di organizzare un’aggressione molto al di là del castigo. C’è un processo penale in corso ma chi se ne fotte. Giacomo Romelli è stato condannato in quanto infedele. L’Isis animalista si è fatto censore.

Valle Camonica dicembre 2014. I valligiani hanno delle facce e delle razze. E tutto è sempre proceduto così, dalla notte dei tempi. Il tempo libero è stato sempre attesa del lavoro. Quando la natura diventa veramente selvaggia, l’unico rapporto che resta è la sopravvivenza. Così gli animali non hanno mai toccato il velluto del divano e non hanno mai vissuto la cortocircuitazione servo-padrone. I cani sono considerati alla stregua delle pecore, alla stregua di qualcosa che serve per togliere quel selvatico che permette di sopravvivere quattro mesi sotto le stelle. Senza falsificazioni e senza la comodità del giudizio. In Valle nessuno ha giudicato Giacomo Romelli. Le persone han preferito guardare dentro i propri armadi. Io invece giudico, altrimenti rischio il passo del garantista: Giacomo Romelli ha fatto un fottuto madornale errore, uno sbaglio da punizione esemplare… non da vita distrutta.

Eccolo lì al bivio di quella azienda che fa uno dei più buoni formaggi camuni. I suoi occhi sono struggenti, non ci sono molte domande da fare. Il cane, dopo aver subito dei traumi legati al caso, ha provato ad attaccare suo figlio piccolo. Lui ha agito d’impulso e non si è rivolto ad un veterinario. Io guardo i suoi occhi e chiedo alle persone della valle, ai produttori, agli agronomi, alle guardie forestali, ai paesani… tutti parlano di linciaggio mediatico, di animalisti nascosti dentro i cespugli, di telefonate notturne e di polizia in tenuta antisommossa. Giacomo non è potuto scendere dal suo alpeggio per parecchi giorni. Se si fosse consegnato nudo alla folla, l’avrebbero lapidato e sarebbe diventato un martire. Invece non l’ha fatto, non ha lasciato che quei giudizi moralizzatori si trovassero davanti al baratro della propria coscienza. Si è tenuto tutto dentro e si è distrutto. Avrà il processo, come è giusto che sia, e avrà la vita rovinata da un gesto che non ha nemmeno più il tempo del perdono. Vergogna, ceci e sguardo basso. Mi ha fatto una tenerezza…

…ma questo non è il tempo dell’affezione, bisogna tirare fuori il predellino. Oh coscienze pulite che condannate, fate attenzione al concetto di volontà: ha dei confini laschi e indefinibili, è talmente fluido da non avere margini identitari. È indefinibile… figurarsi se è condannabile… ma tant’è… la legge, invece, è un’altra cosa… la moralità non s’impone e nemmeno la relazione. L’alpeggio è un luogo duro… Giacomo non è stato, non è e non sarà l’unico a compiere gesti urbanamente riprovevoli… eppure i metropolitani laccati continuano a farsi foto con i formaggi di malga, ringraziando Dio per la domenica, l’estate e la natura incontaminata.

Su in alpe è la ragione di sopravvivenza a fare la legge. E così di solito decide il più forte… pensate alla vacca regina in testa alla transumanza… e il più forte può anche sbagliare… ma finché rimane tutto nel privato… è che l’alpeggio 2.0 è un luogo molto meno ameno del passato. Si fanno più soldi e si devono molte più spiegazioni…

Intanto Giacomo continua a fare formaggio. I suoi clienti non l’hanno lasciato. Un ibrido tra il Bagoss e il Silter chiamato Pedena dal nome della sua azienda agricola. Una novantina di brune alpine, due mungiture, rottura della cagliata in chicchi di riso, pasta semi cotta e parzialmente scremata, un po’ di zafferano e olio di lino in lavatura. La cantina profuma di panna. Incredibile. I formaggi sono assolutamente rapsodici, l’erba può portare sorprese più o meno gradite. La prima, al taglio, porta fuori un groviera/emmental da alpe svizzera, con quegli alveoli propionici trovati nei foraggi. E anche in bocca la dolcezza è incredibile. Non ci sono molte spiegazioni. Poi possono arrivare i tagli più simili al Silter o quelli più simili al Bagoss. Ogni tanto sofisticare può voler dire sopravvivere. Ma il burro resta lì, perfetto, pulitissimo.

La sua storia è una storia di sbagli e di condanne, di animali uccisi e di anime dilaniate… ecco il web nella sua versione peggiore… l’intimazione all’etica…

 

AZIENDA AGRICOLA PEDENA

LOCALITA’ PEDENA

BRENO (BS)

fulvio cessari

molto coinvolgente questa appassionata apologia che si assume il non facile compito , se non di assolvere , quanto meno di ammorbidire i toni da pubblico linciaggio che tingono di foschi colori ( non riesco ad immaginarne altri ) l’orrendo episodio di breno che vede la coppia dei romelli illuminata dai riflettori di una indesiderata popolarita’……..non facile compito , perche’ , al di la’ delle granitiche barriere di confine che separano il mondo culturale ( ma soprattutto emotivo e sentimentale ) degli animalisti da quello dei ” non animalisti “, rimane il fatto oggettivo dell’assassinio di un animale considerato nella tradizione di tutte ( o quasi tutte ) comunita’ umane ” il migliore amico dell’uomo ” , consumato barbaramente col crudele rituale di una punizione biblica , senza nessun reale e dimostrato motivo che giustifichi questo abominevole crimine , dal deviato valore educativo per il bambino presente , in un luogo appartato e lontano da occhi indiscreti ……….scelta , quest’ultima , che testimonia senza ambiguita’ ( oltre la non comune sfiga di essere immortalati dalla fotocamera di un turista ) la piena consapevolezza dell’atroce crimine che padre e figlio si accingevano a compiere freddamente …….quindi , se non puo’ essere considerata un’attenuante la decantata abilita’ dei romelli come produttori di formaggi della valcamonica , mi chiedo E CHIEDO : quale punizione potrebbe essere adeguata , ma non eccessiva per chi ( lo sappiamo tutti ) , nella peggiore delle ipotesi , riuscira’sicuramente a cavarsela con una risibile ammenda pecuniaria ??????…….quindi , lasciate che questa gente provi almeno la vergogna di essere pubblicamente sputtanata , dato che la vergogna vera , quella personale che nasce dal rimorso e’ sicuramente sconosciuta a chi e’ stato capace di fare una tale inconcepibile mostruosita’ .

Stefano Martinelli

Ma guarda te questi brutti “animalari” che vanno a rovinare la vita ad una personcina così ricolma di umanità come il santo, ma che dico santo, come l’apostolo Romelli!
Mi sto commovendo pensando alla tenerezza del suo sguardo… ma ripenso alla tenerezza con cui AMMAZZAVA il cane a sassate e bastonate un po’ mi passa…. ma del resto sono uno di quegli stupidi animalisti moralizzatori del web…
Avete capito moralizzatori del web 2.0 che guardano le milf tedesche? Ricordatevi di quel signore con la barba di 2000 anni fa che il nostro povero Sig. Romelli tanto ci ricorda con la sua umanità di mite agnello redentore.

Gian Piero Zampaloni

Corona, metropolitani laccati, la legge del più forte…..un bel tacer non fu mai scritto. Al/ai responsabili non è stato fatto nulla, nemmeno il processo.

Ruggero Gatti

Mi capita di leggere per caso questo aberrante tentativo di giustificare un crimine vosì reproveve e apprendo che uccidere una creatura indifesa in un modo degno del peggior criminale viene considerato madornale errore. Mi fate vomitare, solo la civilissima legge del taglione iMi capita di leggere per caso questo aberrante tentativo di giustificare un crimine vosì reproveve e apprendo che uccidere una creatura indifesa in un modo degno del peggior criminale viene considerato madornale errore. Mi fate vomitare, solo la civilissima legge del taglione in certi casi, pur non restituendo quella creatura alla vita, sarebbe la giusta punizione. Non cc’ è nulla di più disgustoso che scagliarsi con chi non può difendersi in modo tanto atroce. E mi fa piacere che, ammesso sia vero, ci sia chi ancora vada ad osannare i prodotti di queste brave persone e ancor più che ancora diano lì a continuare una vita normale.n certi casi, pur non restituendo quella creatura alla vita, sarebbe la giusta punizione. Non cc’ è nulla di più disgustoso che scagliarsi con chi non può difendersi in modo tanto atroce. E mi fa piacere che, ammesso sia vero, ci sia chi ancora vada ad osannare i prodotti di queste brave persone e ancor più che ancora diano lì a continuare una vita normale.

papagnao

Quasi più disgustoso dei due marci attori della vicenda, il commerciale e presumibilmente ‘avvocato’ dell’azienda.

cristiana

di cose da dire, in maniera piu’ o meno forbita, con o senza licenza poetica, ce ne sarebbero un milione pro ed un milione contro, ne scelgo un aio nel mucchio:
vero è che le vite contadine hanno chiamato a fare certe cose, vero è che le vite contadine non pesavano/pensavano alle ripercussioni perche’ le epoche a cui questi comportamenti fanno capo sono ormai passate.
il formaggio rimane quello, le tecniche anche, ma ora ci sono le mingiateici computerizzate, i bifolchi a nafta si sono trasformati in signori gommati con aria condizionata e ‘le bestie’ hanno una loro ragion d’essere rispettate.
detto questo auguro che le loro coscenze non sfumino il sentimento di vergogna vivido dei primi giorno, se mai sono state di farglielo provare.

Lorenzo

Ahahah certo, ha trovato la scusa (il figlio aggredito) per far apparire meno schifono il gesto di uccidere un cane a sassate …chissà perché non lo ha detto subito..forse non gli era venuto in mente?
Ma chi scrive , è il figlio!? O il padre?!

Yram

Queste persone non meritano nemmeno di chiedere scusa … persone che compiono crimini del genere vanno punite… se si trattano così gli animali si figuri le persone ! Vergognatevi !!!! Vergognatevi !!!! Spero che non lavoriate più!!! È niente potrà giustificare ciò che avete fatto !!!

anna cinzia vanzo

non meritate niente i vostri prodotti sono fatti da mani sporche di sangue !!!Spero che al processo prevalga il buon senso e vi condannino con il massimo perchè solo questo vi meritate . Mi domando chi ha scritto questo articolo cosa pensava di fare …….vergognati

Viviana

sono stati assolti. la giustizia non è di questo paese. basta ricordarsi i nomi: giacomo romelli e la sua azienda agricola e sputtanarli dovessimo trovare i loro prodotti in qualche fiera o mercatino

Viviana

schifoso questo tentativo di giustificare e far passare un atto mostruoso unicamente dettato da pura crudeltà e sadismo per legittima difesa. L’assassino Giacomo, suo figlio complice e il suo formaggio impregnato delle peggior cose, i clienti fedeli e chi ha scritto l’articolo, tutti portatori d’insensibilità e di disumanità l’unica dedica che si può fare è ingozzatevi e strozzatevi di formaggi tanto queste comunità che si stringono attorno ai loro mostri peggiori al posto di isolarli fanno solo ribrezzo.

Daniela

Esseri ripugnanti come il Romelli non meritano nessuna attenuante, nessuna giustificazione. Un essere capace di fare del male in quel modo può compiere qualsiasi atrocità. Io al posto della moglie avrei tanta paura….ma forse già ce l’ha! Sicuramente è un padre e marito padrone abituato a farsi rispettare con il bastone anche in casa. I suoi formaggi saranno anche buoni ma puzzano di sangue e sofferenza.

Renata

La vita contadina non è sinonimo di becera violenza su esseri indifesi … Neppure la vita in alta montagna … Non è quella di Heidi ma non è neppure quella di selvaggi! Mi vergogno nel leggere queste descrizioni di vita alpestre … Nel pensare che esseri umani siano poco più che bestie, per il contesto in cui vivono. La violenza quando è gratuita è estremamente pericolosa e ne andrebbero seriamente analizzate le cause.

Gianni Tadolini

Ho letto questo articolo, stupido, come probabilmente lo è chi l’ha scritto. Il giornalista si arrampica sugli specchi, goffamente, per difendere un individuo grossolano, primitivo, indifendibile: non può essere alto il Romelli. Personalmente diffonderò la notizia affinché Giacomo Romelli perda più clienti possibile.

unoqualsiasi

Io sono uno qualsiasi, sono capitato x caso su questa pagina e devo dire che mi fate tutti un po schifo! senza offesa x nessuno, d’accordo il cane poverino ma l’uomo si macchia di crimini ben peggiori tutti i giorni tipo chi ammazza mogli e fidanzate magari pure incinte poverine, e non ho mai letto tutto questo accanimento contro una persona come fate voi, magari come diceva nel suddetto commento voi gente di città o gente laccata e non conoscete la dura vita dei pastori, l’avete distrutto tipo non compro più i formaggi, ha le mani sporche di sangue, e altre idiozie varie però il formaggio buono piace a tutti!!.
Vergogna!! tengo a precisare che non conosco ne il posto e neanche il signore che voi molto delicatamente avete condannato a morte, e chi sono i violenti poi? mah…..

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *