Agricoltura biologica per uscire dal folklore… Mila di San Bonifacio e Federico Trombetta

Fano. Villa Giulia. Appartato dalle mura, dall’indefinito e dal mare ferroviario, in un accenno di collina a tre chilometri dal centro. Con una vista sull’Adriatico dove i colori petrolio vengono sfumati dalla lontananza e gli alberi di ulivo dai campi arati e dalle colline, l’agricoltura dovrebbe essere la prima delle missioni e la più spontanea delle resistenze. La Valle del Metauro, nonostante inizi a puzzare di bitume e di sandali, si schermisce ancora davanti al selvaggio. Rimane un passo indietro, antropizza ma con raffinatezza, tra una strada dissestata e un susseguirsi di curve, circonda tutto con rispetto e vista. Questi luoghi rendono ancora le Marche degne di non essere riconosciute.

La villa è un luogo appartato dove una gentilizia maniera d’accoglienza ha scrostato un po’ di decadenza, portando affabilità, salvaguardia, ospitalità e agricoltura. La famiglia San Bonifacio ha alle spalle secoli genealogici di lignaggi e possedimenti… poi si è scontrata con la contemporaneità e non l’ha messa in affitto. Un figlio a coltivare cereali nella bassa veronese, un’altra, Mila, ad occuparsi della azienda agricola La Marchesana, appena sopra Fano, una prossimità cooperativa che sta cercando di coinvolgere agricoli e trasformatori della zona per mettere a tema una terra che è sempre più nuda. Federico Trombetta è il compagno di Mila, viene da Roma, senza blasone, alla ricerca di un luogo, che non sia soltanto scarmigliato folklore dalle unghie annerite per un rinnovamento nobiliare autoreferenziale, ma principalmente un’applicazione agronomica di quello studiato e concrete produzioni. E così, davanti ai campanili di famiglia e al confine di un marchesato sempre più agro, Mila e Federico hanno messo a dimora il proprio orto e il proprio frutteto biologico, meli e peri antichi, un paio di campi di orzo, fichi d’india e olive che devono necessariamente innescare una produzione, cavoli, peperoni, zucchine, pomodori, melanzane, meloni, angurie (i terreni sabbiosi sono perfetti), una carciofaia (straordinari i carciofi sott’olio) e soprattutto una piantagione di canapa sativa, una buona prospettiva per un avvenire agricolo che non ho mai preso nemmeno in considerazione. Proprietà anti-infiammatorie e rigeneranti, omega 3 e omega 6, proteine e amminoacidi, nutrienti essenziali, fibre per il tessile, olio, tisane, cosmetici, semi, farine e tutta una serie di sperimentazioni futuribili che potrebbero essere l’abbrivio per un rilancio di colture tradizionali, e conseguenti trasformazioni, rendendo il fascino più torvo e la terra più produttiva.

Federico e Mila sono manifesti, logici, intraprendenti e istintivi, non si sono ridotti alla contemplazione del crepuscolo ma stanno provando a metterlo in opera… e così non mi sono permesso di aggiungere ornamenti, sospendendo il giudizio e ritrovando l’aspirazione…

AZIENDA AGRICOLA MARCHESANA (VILLA GIULIA)

VIA DI VILLA GIULIA LOCALITA’ SAN BIAGIO

FANO (PU)

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