Sidro, ecologia e individualismo… Peter e Maria Magdalena Thuile

Gargazzone. Non ancora turismo. Pezzi di terra coltivati in un abbraccio totalizzante e rinfrancante. La solitudine dell’abbandono non è di queste parti. I consorzi e l’impossibilità di comprare mettono la crisi alle strette. Qui, i meleti sono un manto senza soluzione di continuità, con qualche pozza naturale dove allietare le mattine libere di venditori e bikers. Muoversi è una discontinuità di riferimenti tra coltivazioni parossistiche, dove gli angoli delle strade sono determinate dall’ombra di un ramoscello. La cementificazione lascia il posto alla fruttificazione. Continue reading Sidro, ecologia e individualismo… Peter e Maria Magdalena Thuile

Birre ma senza quel fumo di parole… Marcello Ceresa

Podenzano. Pochi kilometri fuori Piacenza. In quella provincia che non è ancora diventata vallata. Le villette benesser-borghesi stile anni ’80 si susseguono manco fossero delle Terraced Houses di Liverpool. Capannoni di ordinanza, dove l’industriale con il tortello nel panciotto può spalancare i rubinetti e parcheggiare il macchinone. Qui la nebbia è compagna, a volte strenua… ma la collina, che riluce in lontananza, segnala la meta per una possibile fuga. Le periferie delle medio-piccole città italiane debellano paure rilasciando ansia. Senza il fascino industriale di una rivoluzione reale. Continue reading Birre ma senza quel fumo di parole… Marcello Ceresa

Artigiani, Artisti, Agricoltori… Denis Montanar

Villa Vicentina. Località Malborghetto. Ovvero Borc Dodon (antico nome del borgo in friulano). Vigneti sparsi. Campi arati. Il primo freddo friulano. Piccola casa con annessa cantina di mescita e, al di là della strada, splendida corte con cantine e sala degustazione.
Denis Montanar è un artigiano. Stravagante e bello. Le donne ne hanno riscontrato l’eccezione, quasi l’unicità tra i produttori… Tant’è. E comunque avevano ragione… Continue reading Artigiani, Artisti, Agricoltori… Denis Montanar

Guardi la birra e vedi il territorio… Riccardo Franzosi

Frazione Fabbrica di un minuscolo paese eponimo della birra stessa. Montegioco. Trecento anime, disperse nel territorio, un po’ pianeggiante e un po’ collinare.
Pesche e treni rappresentano bene le occupazioni e le preoccupazioni di quella fascia di terra. Il vino  è un’istituzione, almeno quanto il salame e quindi quanto la luna. Terre agricole dedite alla tradizione e attaccate dalla modernità. Chi ne ha saputo trarre i migliori frutti, è un ragazzo cresciuto a birra e Bruce Springsteen.  Continue reading Guardi la birra e vedi il territorio… Riccardo Franzosi

Quando la birra ritorna dal Belgio. Valter Loverier

 

Cheese 2011. Fatta la tara di tutti i sedicenti imbonitori presenti, compro i formaggi che devo, parlo con le persone che mi servono e firmo un compromesso storico con mia moglie che mi permette di gironzolare per gli stand dedicati alla birra. I nomi mi sembran sempre gli stessi. Alcuni li conosco bene, altri poco. Le birre mi soddisfano. Mi chiedo perchè i mastri birrai si assomiglino un po’ tutti. Cerco Barley (che chiaramente non c’è…). Trovo Scarampola da cui degusto la sua straordinaria birra al chinotto e poi mi illumino. Continue reading Quando la birra ritorna dal Belgio. Valter Loverier

Poco vino causa lungo viaggio… Giuseppe Rinaldi

Barolo è Barolo. È uno di quegli eponimi talmente famosi da non aver bisogno di denotazioni. Le connotazioni, quelle che rapprendono il nostro animo e lo gettano nello sconforto, nella nostalgia, nella misericordia o nella beatitudine, gratificano la nostra specie di immagini del passato uguali a quelle del presente e identiche a quelle di un futuro facile da prevedere. Barolo è Barolo. Rimane lì, tra il lascivo e il corrusco, in una patina di turisti americani, compratori indefessi e imberbi allo yuppismo spinto da Magnum, e paesani con la zazzera da contadino radical chic. Continue reading Poco vino causa lungo viaggio… Giuseppe Rinaldi

Freud e il “miglior distillatore del mondo”… Vittorio Gianni Capovilla

Rosà. Cuore del Veneto. Sia per densità di aziende, mobilifici, traffico e strade dritte, sia per quella rara apertura alla natura che solo da queste parti dipingono così bene… Filari e frutteti mi danno la direzione che, chiaramente, visto l’eretico che sto cercando, non è segnalata da alcun cartello. Stradina di campagna. Peri, meli, terra arata e mura di cinta a fortificare i segreti. L’orizzonte e la foschia contribuiscono a creare un clima valpadano, quasi quanto la terra brinata della mattina, marrone pallida come a dissuadere l’ospite… Continue reading Freud e il “miglior distillatore del mondo”… Vittorio Gianni Capovilla